Taranto – Le city schools per il governo della città

Articolo di Maria Silvestrini

Gianfranco Dioguardi è una delle personalità di spicco del mondo accademico ed imprenditoriale
italiano. Nella sua lunga attività gli studi scientifici e quelli filosofici hanno abbracciato l’attività
imprenditoriale e di marketing consentendogli di creare uno dei gruppi leader nel campo delle
costruzioni. Insieme alle riflessioni e alle iniziative sul tema del recupero urbano in chiave
sociotecnica, Dioguardi ha approfondito lo studio dei nuovi modelli organizzativi aziendali, con
particolare attenzione alla natura reticolare delle imprese e al ruolo decisivo che deve essere affidato
alla cultura: da un lato, quando travalica il mero sapere tecnico, essa serve a dare un comune
linguaggio a reti di imprese sempre più parcellizzate; dall'altro favorisce la crescita generale della
società, nella quale le imprese non possono abdicare al ruolo di guida. In quest’ottica va letto anche
il suo ultimo libro “Per una scienza nuova del governo delle città” Donzelli editore che è stato
presentato a Taranto in Camera di Commercio davanti ad un folto pubblico di docenti,
professionisti e manager.
L’incontro organizzato dalla Camera di Commercio di Taranto in collaborazione con il Centro di
cultura Lazzati ed il Politecnico di Bari è inserito nel percorso *Taranto BES City* che sta
formando un gruppo di giovani alla utilizzazione del nuovo indicatore statistico utilizzato
finalmente anche nell’ambito del Documento di Programmazione Economica Nazionale. Gli onori
di casa sono stati fatti dal dott. Luca Lazzaro, componente di Giunta, e l’argomento è stato
brevemente introdotto dal dott. Donato Iurlaro della community *sostenibiliTA’*. Presenti al tavolo
l’ing. Sergio Scarcia, assessore all’urbanistica del Comune di Taranto, la prof.sa Angela Barbanente
del Politecnico di Bari, il prof. Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro di Cultura
Lazzati.
“Taranto ha un cuore antico che deve proiettarsi verso il futuro – ha esordito il prof. Dioguardi – e
per farlo deve mobilitare le nuove generazioni attraverso una interazione positiva fra cittadini ed
Istituzioni. La nostra epoca è condizionata da complessità e continui mutamenti, i cui effetti si
avvertono nel governo delle città, trasformate ormai in megalopoli di difficile gestione. Si impone,
come urgenza indifferibile, la necessità di studiare per il territorio urbano nuove teorie
organizzative, di dar vita a una nuova disciplina, a una «scienza nuova» del governo della città”. Lo
sguardo a breve termine non consente di avere una visione complessiva né una strategia, ne
consegue che le nostre città si sono sviluppate in maniera ingarbugliata e difficile da gestire. Le
soluzioni “a rammendo” consigliate da Renzo Piano non risolvono il problema alla radice se non
sono accompagnati da processi di lungo periodo. “Diffido – ha detto Dioguardi – degli inventori del
nuovo. La crescita tumultuosa e complessa, che oggi vediamo nelle città, è stato un tratto distintivo
della prima fase manifatturiera del ‘900, furono gli imprenditori a sovvenzionare le prime ‘business
schools’ dove studiare le modalità per organizzare al meglio una produzione che da artigianale
diventava industriale, e, più recentemente, da industriale ad altamente robotizzata e digitalizzata. Lo
stesso occorre fare per le città. Penso alle ‘city schools’ come la nuova frontiera per studiare la
governance di una città moderna ed efficiente che si sposi con il tessuto urbano preesistente”.
Taranto dal mio punto di vista è un’ottima ‘città laboratorio’.

amalfitano-barbanenteL’intervento di Angela Barbanente, docente che ha vissuto da assessore il travaglio di un
complesso Piano urbanistico della Regione Puglia, ha ben analizzato lo scollamento tra popolazioni,
attività e luoghi. “La proposta Dioguardi sottolinea l’importanza di riprendere con umiltà un lungo
lavoro di rilettura delle risorse del territorio non più da sfruttare ma come patrimoni ereditati nei
tempi lunghi della storia. Taranto in questo senso è un paradigma perché qui la crisi di un modello
di sviluppo è stata evidente e profonda e le coscienze sono più sensibili ad una visione strategica di
lungo periodo”. Come governare la complessità attraverso azioni concrete da proporre al Consiglio
e alla Giunta è il tema affrontato dall’assessore Scarcia. “Una città stravolta nella sua bellezza
dalla stratificazione consumata nel tempo in città vecchia e dalla evoluzione confusa dello sviluppo
urbanistico ha bisogno di un piano programmatico urbanistico che abbia nel BES un punto solido di
riferimento e nell’Università un partner di primo piano” ha sottolineato.
La conclusione dei lavori è stata affidata al Prof. Amalfitano: “il libro del prof. Dioguardi è il
punto di partenza per rigenerare un pensiero che diventa azione e cantiere di una nuova dimensione
di relazione – ha detto. Istituzioni, ambiente, cittadinanza attiva senza una interdisciplinarietà che
crei rete e volontà di azione per il bene comune non servirà a fare passi concreti verso uno sviluppo
sostenibile”. A Taranto da qualche anno si sta costruendo un processo che guarda alla sostenibilità
con sempre maggiore conoscenza, in questo senso la possibilità di interagire con l’Università ed il
Politecnico allo scopo di istituire una “City school” mirata alla governance di Taranto è un obiettivo
possibile e da perseguire.

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