“Creare imprese per una nuova occupazione in Puglia nei prossimi 5 anni”.

Segnaliamo un interessante seminario che si terrà martedì 16 dicembre, ore 19,30, c/o CNA Puglia (via Tridente n. 2 bis – Bari) dal titolo “Creare imprese per una nuova occupazione. 10 mila nuove imprese in Puglia nei prossimi 5 anni”.

Interverranno:
Vincenzo Santandrea – IPRES
Mario Barberio – CGIL Puglia

Coordina:
Pasquale Ribezzo – CNA Puglia

<<... Malgrado la crisi non interessi soltanto la Puglia ma l’intero paese e l’eurozona, a ben guardare sono ancora alte le possibilità di intervento da parte del governo regionale. Ma questa condizione non potrà durare a lungo. Nel 2020 la Puglia uscirà definitivamente dall’area delle cosiddette regioni sottosviluppate. Fino ad allora potremo ancora beneficiare di fondi straordinari da utilizzare per preparare la Puglia dei prossimi venti anni. Tutti gli studi indicano che soltanto le nuove imprese sono oggi in grado di creare nuova occupazione e che questa diventa stabile soltanto se queste nuove imprese riescono ad integrarsi a pieno con il tessuto produttivo preesistente. Per far crescere il PIL sopra il 2% e far scendere la disoccupazione sotto il 12% si dovrebbero creare nel prossimo quinquennio almeno 10 mila nuove imprese, al netto di quelle che chiudono, nei settori ad elevato contenuto di conoscenza come in quelli orientati ai servizi alla persona e alla famiglia, alla salute e all’istruzione. Perché allora non concentrare la gran parte delle risorse a disposizione su questo obiettivo strategico? Con una tale quantità di risorse si potrebbe andare oltre la fase di start-up e favorire, anche attraverso un intervento sul lato della domanda, il consolidamento e lo sviluppo di queste nuove iniziative, determinando così una trasformazione significativa della struttura dell’attuale sistema produttivo regionale. Non si tratta dunque di mettere in campo una nuova e incisiva “politica industriale” quanto piuttosto di avviare una più complessiva politica di crescita sostenibile basata sulla dimensione sociale dell’impresa e del fare impresa e in grado di favorire una forte spinta generativa del genio delle persone di Puglia attraverso la combinazione funzionale di sussidiarietà e solidarietà. Sarebbe auspicabile che su questa proposta e sulle strategie più idonee per attuarla si sviluppasse un dibattito tra tutte le principali forze politiche, economiche e sociali della nostra regione. In vista delle prossime elezioni regionali ciò consentirebbe a chi si candida a governare la Puglia di definire meglio la propria strategia d’azione su un problema vitale e agli elettori di avere tutti gli elementi per esprimere un consenso più consapevole e informato.>>

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Summer School 2014-15 – dal 23 al 27 Luglio 2014

“Ri-generare” – “Istituzioni, Beni Comuni, Lavoro”.
Fremono i preparativi per la Summer School di Economia Civile 2014-15 . Il progetto ”Accademia Mediterranea di Economia Civile” è un percorso formativo annuale, giunto alla sua V edizione, realizzato in collaborazione con Centro di cultura “G. Lazzati” dell’Università Cattolica, Economia di Comunione, Continua a leggere

Arrabbiarsi e amarsi un po’: “i summerini” alla ricerca di un nuovo modo di fare economia – di Elena Manigrasso

Arrabbiarsi e amarsi un po’: “i summerini” alla ricerca di un nuovo modo di fare economia

“Noi dovremmo interessarci del FIL e non del PIL” così hanno esordito i ragazzi della scuola di Economia Civile, svoltasi in questi giorni all’oasi Santa Maria a Cassano Murge (Ba) e che ha visto una serie di incontri – confronti fra docenti, studenti della scuola e imprenditori provenienti da ogni parte d’Italia. E FIL sta per felicità interna lorda e non per prodotto interno lordo. Pensiero che va oltre la filosofia del vile denaro. È un concetto che ha ben presente i diritti inalienabili dell’uomo che non sono solo il diritto alla proprietà ma alla felicità, che è il benessere totale della persona. Principio contemplato nel quarto articolo della Costituzione francese del 1793, purtroppo disatteso come quello della Fraternitè. Come cambiare? C’è qualcosa che ognuno di noi può fare nel quotidiano, nell’ambiente di lavoro, tra le mura domestiche. Ed è quello di pensare allo “sviluppo” in relazione con gli altri, tenendo a cuore il bene degli altri. Perché anche pensare per il bene comune genera, oltre che lavoro, felicità. La Winter e Summer school di economia civile raccontano storie di giovani che si ostinano a pensare che la strada da percorrere sia arrabbiarsi e amarsi un po’, come la famosa canzone di Battisti, indignarsi e cambiare. A prima vista quella ostinazione può sembrare puro idealismo. E invece no. Sono ragazzi che cercano di mettere sul tavolo dell’innovazione valori come l’amicizia, la fratellanza, l’altruismo. E lo fanno, come è tipico dei ventenni un po’ con rabbia e un po’ con amore. Lo fanno con due anime, una più forte dell’altra: quella razionale e quella relazionale. Per fare la rivoluzione non si può essere vere signore, in attesa davanti ad una tazza di caffè come un dipinto di Pietro Marussig. Un po’ di rabbia ci vuole. Pensano questi ragazzi di restare a Sud e cambiare dal di dentro, costruendo una possibilità di futuro nella propria Terra, riscoprendone valori sottovalutati. Cercano di creare incontri culturali per far rivivere nei paesi dimenticati del Sud folklore, artigianato e centro storico. Pensano col “noi” lasciando un po’ da parte il “tu” per costruire una economia nuova, che punti sulla ricchezza del creato anziché su quella della finanza. Si impegnano fortemente per poter passare da una economia di speculatori ad una economia di imprenditori capaci di investire sul lavoro reale, sulla qualità e tutela del lavoratori e sulla loro formazione in progress. E non sull’usa e getta. Molto incisiva risulta essere a questo proposito la considerazione su questi temi del docente Alberto Frassineti il quale ha affermato che: “un imprenditore che fa bene impresa è un grande attore del bene comune”. I corsisti hanno poi cercato di proporre progetti innovativi legati ai valori dell’economia civile. Per scongiurare il rischio di essere considerati dei visionari, i ragazzi hanno motivato le loro scelte ed hanno incluso anche a livello pratico il da farsi riguardo la fattibilità dei piani di lavoro. Anche se bisogna dire che “l’essere visionari” può essere una ricchezza, può portare a soluzioni originali, innovative. Significa ad esempio offrire quel “that” prima del bisogno, come ha fatto il grande informatico visionario Steve Jobs. I ragazzi della Winter e Summer school si sono creati una mission da seguire, come se fosse una vera e propria Costituzione: creare imprese ben salde, quelle che non bruciano tutto per poi fuggire a caccia di un altro posto da sfruttare. E continuare a incontrarsi per sognare, anzi per progettare un mondo migliore utilizzando la scuola, le serate culturali, i nuovi mezzi di comunicazione, senza disdegnare vecchi strumenti come la posta con lettera e francobollo. Chiaramente la lettera scritta su carta rigorosamente riciclata. Parola di summerini!

Elena Manigrasso