Preparare il futuro fra bonifiche e buone pratiche, 13 dicembre – Taranto

Articolo di Maria Silvestrini , 14 dicembre 2016

“Senza un processo che riprenda il senso dell’identità con il luogo in cui si vive, senza un recupero delle proprie radici che segni un’inversione di tendenza, una speranza non effimera, nessun processo di risanamento potrà essere calato dall’alto”. La dottoressa Stefania Fornaro, viceprefetto in missione a Taranto con il team del Commissario straordinario alle bonifiche Vera Corbelli, spiega ai circa duecento ragazzi riuniti in Camera di Commercio la mission del gruppo che da due anni si occupa di studiare, monitorare e definire i processi di inquinamento in corso e le possibili azioni di bonifica dell’Area SIN di Taranto. “Non si tratta solo di lavorare sull’ambiente, ma soprattutto di creare un clima cooperativo fra le Istituzioni e provare ad avere un approccio congiunto e solidale rispetto ai problemi”. Nell’appasionata e lucida descrizione della situazione della vasta area che comprende non solo Taranto ma anche Statte e l’intero bacino di Mar Piccolo, Stefania Fornaro ha cercato di spiegare con parole semplici i molteplici problemi che potranno avere soluzione solo con uno sforzo congiunto dell’intera comunità.

Uno sviluppo sostenibile a partire dal mare è possibile. Il prof. Nicola Cardellicchio responsabile del Centro Ricerche per l’ambiente marino ha raccontato come l’infinita capacità di rigenerarsi della natura abbia consentito di ritrovare in Mar Piccolo non solo i 20161213_114917mitili ma anche colonie di cavallucci marini e di ‘pinne nobilis’ che erano scomparse. Certamente ancora persistono gravi problemi nel primo seno ma sono previste in primavera opere di bonifica importanti. Bisogna tornare a credere nel mare come fonte di reddito non solo con la mitilicultura ma anche con biotecnologie come la coltivazione di alghe a fini farmaceutici e cosmetici.

A parlare di impresa ai giovani è stato un imprenditore innovativo: Massimo Di Giuseppe, imprenditore nel settore edilizio con Vibrotek.L’utilizzo della canapa può essere utilissimo per una serie di azioni che vanno dal tessile alla farmaceutica, in particolare, misto al calcestruzzo consente la creazione di mattoni fonoassorbenti di grande interesse. La filera della canapa è una filiera agroindustriale che potrebbe davvero rilanciare in maniera innovativa e rispettosa dell’ambiente l’imprenditoria jonica. La canapa assorbe i metalli pesanti dal terreno con un’altissima capacità di recupero del territorio. Analoga operazione di bonifica si può ottenere con i pioppi. Si tratta di fitodepurazione che consente contemporaneamente di bonificare il terreno e di ricreare l’attività microbiotica. Padre Nicola Preziuso, dei Giuseppini del Murialdo, paziente e ottimista sta recuperando il sito Cimino Manganecchia donato dalla Marina Militare con lo sforzo congiunto del CNR, dell’Università e del Politecnico e la collaborazione di tanti amici coinvolti nell’esperienza educativa del Centro Murialdo.20161213_100816

E’ possibile ripartire da zero per ricostruire un habitat ed avere nuove possibilità di lavoro. Questo il messaggio lanciato agli studenti degli Istituti Archita, Cabrini, Pitagora, Quinto Ennio-Ferraris e Vittorino da Feltre che stanno effettuando il percorso “Preparasi al futuro” con AMEC (Accademia di Economia civile) e NexT (Nuova economia per tutti).  L’alternanza scuola/lavoro come strumento per conoscere il territorio, individuarne i problemi, ricostruirne le capacità. Con questo obiettivo il Centro di cultura Lazzati ha proposto, nella Cittadella delle imprese, questo attesissimo incontro con alcuni autorevoli protagonisti della fase di recupero del territorio jonico. La scuola entra nel tessuto sociale e diventa protagonista del territorio dando agli studenti gli strumenti per comprenderne le dinamiche e definire percorsi virtuosi di azione e di sperimentazione. Idee e sogni al servizio della nostra città, questo l’obiettivo di ‘Prepararsi al futuro’.

logo-prepararsi al FuturoLogo-AMEC-2016 mini

 

next

FacebookTwitterGoogle+PinterestCondividi
Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *