“LO STATO PROSSIMO – RAGIONE DELLO STATO E RAGIONI DELL’UOMO”

8 novembre 2013 alle ore 17.30,lo stato prossimo
c/o il Dipartimento Jonico in sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo
Via Duomo, 259 c/o ex Caserma Rossaroll – 74123 Taranto

CONVEGNO dal titolo:
“LO STATO PROSSIMO – RAGIONE DELLO STATO E RAGIONI DELL’UOMO – nelle Lettere dalla prigionia di Aldo Moro”
L’evento intende riprendere alcuni temi ancora aperti che hanno trovato in Moro docente, costituente e statista, prudente elaborazione, lucida visione e luminosa risposta.

Il convegno è patrocinato:
dall’Amministrazione Comunale di Taranto,
dall’Amministrazione Provinciale di Taranto,
dall’Università degli Studi di Bari,
dall’Archivio di Stato,
dall’Ordine degli Avvocati di Taranto,
dal Liceo Statale “Archita” di Taranto,
dalla Biblioteca Arcivescovile.
Il coordinamento e l’organizzazione del convegno è del Centro di Cultura per lo sviluppo “G. Lazzati”
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

I lavori del convegno dell’8 novembre saranno introdotti dal Presidente del Centro di Cultura “G.Lazzati”
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, On. Domenico Maria Amalfitano e dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, Avv. Angelo Esposito.

Seguiranno le relazioni:
del Prof. Antonio Incampo, Ordinario di Filosofia del Diritto dell’Università degli Studi di Bari,
dell’On. Marco Follini della Fondazione “Nuovo Millennio per una Nuova Italia”,
dell Prof. Francesco Alfieri o.f.m. della Pontificia Università Lateranense
da Don Franco Castellana.

In conclusione una riflessione del Giudice della Corte Costituzionale Prof. Avv. Sergio Mattarella.
I lavori saranno moderati dal dott. Guido Limongelli.

Il Centro di Cultura “G Lazzati” in stretta collaborazione con gli Enti patrocinatori ha dedicato un profondo impegno per la realizzazione e la buona riuscita del progetto.
Il taglio del convegno è di ampio respiro con contributi che intendono definire a tutto tondo la figura di un uomo capace non solo di rappresentare un fulgido esempio di politico, ma anche di un uomo capace di vedere orizzonti sempre nuovi e di approntare una visione per una società più libera e più giusta.
Un uomo che si è consegnato al sacrificio finale da cattolico praticante ed osservante e che ha saputo, nella sua lungimirante azione di statista, agire con l’ unico obiettivo del bene comune.
Gli interventi cercheranno di dare spessore a queste riflessioni utilizzando come strumento di lavoro la “camera oscura” delle “Lettere dalla prigionia” di Aldo Moro.
Partecipano al convegno personalità del mondo della filosofia, del diritto, della politica della fede, della scuola: campi in cui Aldo Moro con il suo alto magistero riuscì ad illuminare con le sue profonde e attente considerazioni.
Oltre a sensibilizzare ed informare il convegno si prefigge di sottolineare anche il valore che questa grande figura di statista rappresenta per Taranto e per le sue istituzioni politiche, culturali e sociali.
Il legame tra Aldo Moro e la terra jonica è il segno non solo di un incontro, avvenuto negli anni giovanili dello statista, ma rappresenta un vivo richiamo su quelli che sono temi fondanti che possono alimentare la speranza di una rigenerazione dei valori civili, speranza che non può prescindere dall’alto valore della formazione dei giovani e dalla capacità di sostenere il confronto vivo tra quanti ricercano il bene comune attraverso “strumenti particolari”.
La tragica vicenda dei cinquantacinque giorni di prigionia di Aldo Moro, che certo è stata una sconfitta di tutti e per tutti, non è l’ultima pagina scritta dallo statista ma il punto di osservazione di un magistero ancorato ad una solida visione dell’uomo e della sua incomprimibile vocazione all’universale. Questo magistero può interrogare la comunità jonica nella sua affannosa ricerca di una via da seguire per guardare al suo futuro, per accogliere i limiti del suo presente, per riscoprire le radici del suo passato e la sua autentica vocazione di “operante solidarietà sociale” per la quale, come ha scritto lo stesso Moro, “il problema dell’uomo è veramente problema di tutti”.

L’ingresso è libero.

Il convegno prevede il riconoscimento di crediti formativi universitari.

Per informazioni:
Centro di Cultura ‘G.Lazzati’
via Duomo, 107 – Taranto
cell. 329.1324147

“Tempi nuovi si annunciano ed avanzano in fretta come non mai. Il vorticoso succedersi delle rivendicazioni, la sensazione che storture, ingiustizie, zone d’ombra, condizioni d’insufficiente dignità e d’insufficiente potere non siano oltre tollerabili, l’ampliarsi del quadro delle attese e delle speranze all’intera umanità, la visione del diritto degli altri, anche dei più lontani, da tutelare non meno del proprio, il fatto che i giovani, sentendosi a un punto nodale della storia, non si riconoscano nella società in cui sono e la mettano in crisi, sono tutti segni di grandi cambiamenti e del travaglio doloroso nel quale nasce una nuova umanità. 
Vi sono certo dati sconcertanti di fronte ai quali chi abbia responsabilità decisive non può restare indifferente: la violenza talvolta, una confusione ad un tempo inquietante e paralizzante, il semplicismo scarsamente efficace di certe impostazioni sono sì un dato reale ed anche preoccupante. Ma sono, tuttavia, un fatto, benchè grave, di superficie. 
Nel profondo, è una nuova umanità che vuole farsi, è il moto irresistibile della storia. Di contro a sconcertanti e, forse, transitorie esperienze c’è quello che solo vale ed al quale bisogna inchinarsi, un modo nuovo di essere nella condizione umana. E’ affermazione di ogni persona, in ogni condizione sociale, dalla scuola al lavoro, in ogni luogo del nostro Paese, in ogni lontana e sconosciuta regione del mondo; è l’emergere di una legge di solidarietà, di eguaglianza, di rispetto di gran lunga più seria e cogente che non sia mai apparsa nel corso della storia. E’, insieme con tutto questo ed anzi proprio per questo, si affaccia sulla scena del mondo l’idea che, al di là del cinismo opportunistico, ma, che dico, al di là della stessa prudenza e dello stesso realismo, una legge morale, tutta intera, senza compromessi, abbia infine a valere e dominare la politica, perché essa non sia ingiusta e neppure tiepida e tardiva ma intensamente umana”.
(Aldo Moro)
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