Economia Civile e Utilities – Taranto 28 Novembre

Un seminario coraggioso sui possibili cambiamenti della governance organizzato dal Centro di cultura Lazzati e Camera di commercio di Taranto

Ci sono beni e servizi che non possono essere oggetto di un semplice scambio commerciale perché nel tempo sono diventati un elemento necessario del vivere civile. Gas ed energia, acqua, trasporti, rifiuti… sono quelle che con un termine anglosassone vengono definite “utilities”. La gestione di questi settori è da sempre complessa e costosa, in bilico fra pubblico e privato, fra una gestione che spesso ha ceduto ad eccessi di spese e disavanzi incolmabili ed una che ha privilegiato l’efficienza ma sollevato le tariffe in maniera insostenibile.

Nel cammino di riflessione che il Centro di Cultura ‘G. Lazzati’ e l’Accademia Mediterranea di Economia civile stanno approfondendo nel tentativo di trovare strade nuove per generare e rigenerare dal basso Società ed Istituzioni, venerdì 28 presso la Cittadella delle imprese, si è tenuto un seminario sul tema: “Economia Civile e Utilities: governance, co-produzione, inclusione”.

Ad introdurre l’argomento il dott. Johnny Dotti, docente presso l’Università Cattolica, già presidente di Welfare Italia, con una vastissima esperienza nel settore dell’economia civile. Con lui, ad affrontare il tema sotto un’angolazione più concreta l’ing. Federico Cangialosi – Presidente Consiglio d’Amministrazione AMIU Taranto e il dott. Francesco Walter Poggi – Amministratore unico AMAT Taranto.

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Il seminario è stato aperto da una breve introduzione al tema del dott. Vincenzo Mercinelli, coordinatore dei corsi dell’Accademia di Economia Civile che ha ringraziato Amministrazione Provinciale e Comune di Taranto per l’interesse ed il patrocinio. I saluti del dott. Lo Basso e del dott. De Giorgio, rispettivamente consigliere e direttore della Camera di Commercio di Taranto sono stati motivo per sottolineare il forte interesse dell’Ente nei confronti dei temi innovativi che propone l’Accademia di Economia civile di cui da tempo è partner privilegiato. Poi la parola al Johnny Dotti. Corrosivo, immediato, il professore ha analizzato in rapida sintesi le motivazioni dell’attuale crisi economica senza lasciare spiragli aperti ad operazioni di facciata. Il modello di sviluppo che abbiamo conosciuto è ormai in una crisi profonda ed irreversibile, occorre trovare nuove forme per rinnovare la politica e l’economia.

Se sul punto di partenza tutti si sono trovati d’accordo, più difficile è stato seguire le indicazioni relative al cambiamento centrate su un’economia che si muove dal basso aggregando la domanda attraverso forme di cittadinanza attiva. Un percorso sociale innovativo che supera anche le esperienze del Terzo Settore e propone un cittadino-utente-cliente capace di indirizzare le scelte sulle utilities.

L’ing. Cangelosi e il dott. Poggi che seguono in prima persona le esperienze di settori complessi quali la Nettezza urbana ed i Trasporti pubblici della nostra città hanno mostrato la dimensione delle difficoltà operative nel settore delle utilities. Entrambi d’accordo sulle premesse, sulla necessità di un cambiamento improrogabile ed ingestibile solo attraverso tagli alla spesa, non hanno trovato elementi di concretezza nelle linee indicate dal prof. Dotti. Socializzare ciò che oggi è formalmente privatizzato con società dal capitale azionario di proprietà dei Comuni o delle Regioni è una prospettiva suggestiva ma di difficile attuazione. L’ing. Cangelosi ha proposto di allargare le funzioni delle Authority che nel settore idrico hanno portato ad una razionalizzazione delle tariffe. Il dott. Poggi ha indicato alcune possibili esperienze per rendere più responsabile e partecipata la fruizione dei servizi.

Le conclusioni del seminario sono state affidate al Presidente del Centro di cultura prof. Domenico Maria Amalfitano. Un percorso innovativo, quello iniziato anni orsono con l’esperienza della Summer School, che trova oggi spazio per delineare un nuovo modello di produzione e di sviluppo, nonché di governance. Una nuova visione economica che ha bisogno di coraggio trasgressivo e condivisione di valori.

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