Conclusa la 3° edizione della Summer school Mediterranea di Economia Civile – di M. Silvestrini

La Summer School sul Corriere del Giorno – 15-8-2012 (Articolo originario integrale)
L’Economia Civile come nuovo modello di sviluppo economico per uscire dalla crisi articolo-corriere---Summer-

Conclusa la 3° edizione della Summer school Mediterranea di Economia Civile a Casa San Paolo per 50 giovani corsisti.

Cinquanta giovani fra i 20 ed i 30 anni, un gruppo di docenti di grande spessore scientifico, un luogo tranquillo dove apprendere e mettersi in discussione. Tutto questo è la “Summer school di Economia civile” giunta alla sua 3° edizione che si è svolta tra il 25 ed il 29 luglio, a Casa San Paolo, a Martina Franca. Organizzata dal Centro di Cultura ‘Lazzati’ di Taranto in collaborazione con ‘Economia di Comunione’, l’UCID di Puglia ed il Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di Commercio di Taranto, è la straordinaria esperienza di un cantiere aperto a giovani di diverse discipline che vogliono confrontarsi in una rivisitazione interdisciplinare della teoria e dell’organizzazione economica. L’Economia civile, fil rouge del corso, non è un progetto settoriale ma un processo evolutivo della scienza economica che tende a far scomparire le categorie profit-no profit. Sdoganando il no-profit e la categoria della gratuità dalla marginalità concettuale, per inserirli a pieno titolo nella categoria della produttività economica, si dimostra che progettualità, impegno sociale e profitto non sono alternativi ma possono legarsi insieme.
Quest’anno il tema “Verso un nuovo modello di Welfare civile. Beni comuni ed imprese di comunità” sposta l’attenzione dai temi generali a quelli più propriamente aziendali e più rispondenti ai bisogni della società. Ne abbiamo parlato con il prof. Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro ‘Lazzati’, ispiratore della Summer School e profondo conoscitore delle nuove dinamiche del welfare.
Presidente di quale modello di welfare parliamo?
“Veniamo da un lungo periodo in cui il welfare si è sviluppato con una struttura assistenzialistica di tipo statalistico, che ha imparato a convivere con il mercato attraverso forme diverse. Un sistema troppo costoso per la situazione di crisi economica che stiamo vivendo, il sistema di welfare deve cambiare pur mantenendo diritti ed assistenza”.
Le resistenze sono moltissime, come si può sopravvivere alla spending review?
“Dobbiamo pensare ad un welfare innovativo che veda protagonista la società civile. Non più qualcosa che ci viene dato, ma un sistema ripensato dal basso in relazione ai bisogni e ai cambiamenti del Sistema Paese. Un welfare municipale in cui il bene comune è qualcosa che muove non solo servizi ma relazioni fra soggetti. La persona torna al centro come titolare di diritti , ma anche di doveri nei confronti della società a cui appartiene, costruire esperienze di welfare di comunità è il primo passo verso il cambiamento”.
Perché all’interno del percorso della summer school è stata inserita una tavola rotonda politico-istituzionale con rappresentanti di livello nazionale?
“Abbiamo pensato di arricchire il percorso scientifico della Summer School con un incontro speciale con parlamentari di diversi partiti politici, perché il tema del welfare non è un tema del privato o del pubblico, è un tema che investe la società civile ed è giusto che i giovani ascoltino le diverse posizioni su temi sensibili come la sanità e l’ambiente. Per questo personaggi noti del mondo politico come Savino Pezzotta, parlamentare UDC e Stefano Graziano del PD, si sono confrontati con il prof. Luigino Bruni e con il presidente di Welfare Italia Johnny Dotti, facendo chiarezza anche sulle difficoltà dell’attuale momento storico e sulle possibili alternative di sviluppo.
Contento dei risultati ottenuti?
In questi cinque giorni di full immersion ho visto giovani fortemente motivati, entusiasti del sistema partecipativo della summer school. Hanno avuto modo di accostarsi ai temi dell’Economia civile con un team di professori fortemente motivati, guidati da Luigino Bruni docente di Economia Politica presso l’Università di Milano Bicocca, un’occasione di crescita che ha ispirato forte interesse e che non si esaurisce nel corso di una settimana. Proprio dall’esperienza della Summer school sono nati e proseguono gli incontri seminariali invernali del progetto di Accademia mediterranea di Economia civile. Mi piacerebbe che a tante speranze seguissero proposte concrete da realizzare sul territorio, in fondo questo corso è solo un ponte fra i iovani e la realtà del mondo economico.

“Da Nord a Sud è sempre Economia Civile”. C’è chi vuole dividere l’Italia e chi invece vuole unirla con i valori forti di fraternitè ed egalitè
“Verso il nuovo modello di welfare civile; beni comuni e imprese di comunità”. Questo il tema della terza edizione della Summer School mediterranea di economia civile 2012 . Gli organizzatori si sono fatti portavoce delle aspettative dei 50 giovani da varie parti del mezzogiorno d’Italia (Puglia, Campania, Basilicata) a “Casa San Paolo” di MARTINA FRANCA e hanno ribadito: “Siamo qui per una ricerca di senso, per potenziare il nostro territorio, per accompagnare questi giovani a riscoprire un nuovo modo di “fare impresa civile” mettendo al centro l’uomo” e non solo il profitto.
Un ragazzo si spinge a dire: “vorrei fare impresa con musica ed economia, è possibile?”. Le lezioni del professor Luigino Bruni hanno cercato di dare la risposta attraverso la ricerca del proprio “buon daimon” che c’è in ognuno di noi , che esploderà in tutte le sue sfaccettature e ci permetterà di capire che il “sogno” è possibile se non siamo soli, se arriviamo a condividerlo con gli altri, se ci prendiamo a carico i bisogni degli altri e ne facciamo ricchezza per tutti. Che la sola ricchezza economica (profitto) non porta alla felicità. Quando gli studenti del corso hanno ascoltato la lezione del professor Bruni, docente di economia all’univ. Bicocca e all’univ. Sophia e direttore scientifico di questa scuola mediterranea di economia civile su “una nuova visione per la ripartenza economica” sono rimasti affascinati sia dal tema che dal modo di fare lezione. Nazario ha detto: “non ho mai visto docenti universitari che durante le spiegazioni sono saltati in avanti, cioè hanno lasciato la cattedra per venire incontro a noi. Che fanno vita con i ragazzi … “ perché è così che i professori hanno affrontato questi giorni, hanno mangiato e condiviso gli spazi con noi, Bruni, Dotti, Ruffini, per citarne alcuni. E soprattutto ci hanno offerto il loro tempo e la loro conoscenza. Una ragazza in prima fila, durante la lezione di Renato Ruffini, professore dell’Università LUICC di Castellanza, ha posto l’attenzione sulla figura del manager e ha citato durante gli incontri di gruppo le parole del prof: “ il manager è quello che rende contento il dirigente e l’operaio. Assumere e possibilmente tenere a lungo termine gli operai e non svenderli o venderli secondo le speculazioni economiche, questa dovrebbe essere consuetudine e non caso eccezionale. L’impresa non è la ricchezza per pochi, ma una relazione tra tanti”. Da qui si deve partire per cambiare lo zoccolo duro di una società che fa invece il contrario, dicono i corsisti all’unanimità.
Il dott. Vincenzo Mercinelli, coordinatore dell’Accademia Mediterranea di Economia Civile, ha sollecitato i ragazzi a non fare della scuola un luogo dove si enunciano solo teorie, invitandoli invece a renderle vive, realizzabili nella realtà. Concetto che più volte ha preso piede durante le lezioni dei docenti e durante la giornata finale di domenica, conclusasi con i saluti del presidente del centro studi “G.L azzati” on. Domenico Maria Amalfitano.
Grande meraviglia e stupore ha destato anche la lezione del dott. Johnny Dotty, presidente di Welfare Italia dice Arturo durante la pausa pranzo,”uno che non va tanto per le lunghe e mette subito in chiaro come fare economia, e come farla bene, per il bene di sé e degli altri. La lezione è stata una vera e propria gara di pugilato: ci ha messi tutti Ko. Ma questa è la cosa bella di una lezione, uscire dall’aula un po’ storditi perché vuol dire che ci ha colpiti!”
Ognuno dei docenti ha raccontato una storia ed è stato capace di fare questo se i ragazzi ne sono rimasti affascinati. Una storia che non racconta mondi o paesi delle meraviglie, ma un modo nuovo e concreto di fare economia dove la responsabilità della società si plasma nelle sue diverse espressioni (individui, famiglie, non-profit, volontariato, imprese ecc.) attraverso uno scambio di relazioni orientato al bene comune.
È una scuola questa che unisce lo stesso pensiero da più parti d’Italia, ci dice il professor Bruni che ha riportato i saluti da parte dei ragazzi della summer school di economia civile di Trento a cui ha fatto lezione prima di arrivare a Martina. “Salutateci i ragazzi di Taranto” ha detto uno studente del Nord. “Da nord a sud è sempre Economia Civile”. C’è chi vuole dividere l’Italia e chi invece vuole unirla con i valori forti di fraternitè ed egalitè.

Nell’ambito della Summer School di Economia Civile, riprendendo il tema della Scuola “Verso un nuovo modello di Welfare Civile – Beni comuni e imprese di comunità”, venerdì 27 Luglio ha avuto luogo la Tavola rotonda di confronto politico istituzionale con la partecipazione del direttore scientifico della scuola prof. Luigino Bruni e del dott. Johnny Dotti, presidente di Welfare Italia e docente per il secondo anno consecutivo della scuola stessa. All’incontro, che prevedeva la partecipazione del Ministro della Salute prof. avv. Renato Balduzzi e le rappresentanze parlamentari, hanno partecipato in qualità di relatori l’on. Savino Pezzotta parlamentare dell’UDC, ex segretario della CISL e fondatore della “Rosa bianca per l’italia” e l’on. Stefano Graziano parlamentare del Partito Democratico e membro della Commissione Finanze e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Al dibattito avrebbe anche dovuto prender parte l’on. Maurizio Lupi che ha dovuto rinunciare a causa di ulteriori impegni.
L’evento aveva lo scopo di arricchire il percorso scientifico della Summer School con un incontro speciale con parlamentari di diversi partiti politici, oltre ad essere un’occasione di grande rilievo per la cittadinanza e le istituzioni localie ed è stato proprio il delicato tema dei rapporti tra società civile, politica e sanità il fulcro di questo confronto, aperto dall’intervento del prof. Luigino Bruni, il quale ha preso ad esempio la difficile situazione tarantina (specchio di quella nazionale) in cui si sta in questi giorni manifestando una crisi profonda che mette in discussione il patto sociale, rischiando di spostare il conflitto sociale all’interno della famiglia, in cui il lavoratore sente di dover preservare il diritto al lavoro e al tempo stesso la propria famiglia chiede il diritto alla salute. Il tema dei beni comuni ci porta a riflettere sul concetto di ambiente come bene comune e di consumo comune dello stesso, col rischio di ‘distruzione’ del bene comune. Bisogna ripensare la finanza in un’ottica sociale e non più speculativa se si vuole percorrere la strada della democrazia, ripartendo da una economia sostanziale e sociale che riveda innanzitutto la figura dell’imprenditore nuovo, non più sfruttatore ma lavoratore lui stesso, impegnato nella costruzione del ben-essere comune, con motivazioni più alte del mero profitto e innovando processi e prodotti. Il dott. Johnny Dotti ha portato fortemente l’attenzione sulla necessità di far cambiare l’immaginario comune, affermando che per uscire dall’attuale crisi del settore è necessario far nascere l’idea del nuovo welfare, per sostituire all’idea ormai radicata del welfare ‘erogato’ come fosse acqua che puoi prendere dal rubinetto, dal momento che l’hai pagata con l’imposta come un diritto collettivo, che invece ha prodotto una dispersione delle risorse pubbliche al punto che l’80% delle risorse regionali viene risucchiato solo per servizi sanitari. La scommessa da vincere, dunque, non è la corsa alla quantità, alla prestazione a tutti i costi e fine a se stessa, bensì alla qualità, ovvero alla generatività di senso di cui riempire i legami che si vanno a comporre. Le pungenti provocazioni sul ruolo della politica hanno animato il dibattito, aprendo la strada all’intervento dell’on. Pezzotta, il quale ha sottolineato fortemente e a più riprese la sua reale preoccupazione sul futuro del Paese, affermando che in questo momento non possiamo far altro che limitare i danni, chiedendo ai convenuti di essere realisti e affrontare le questioni con la consapevolezza che la fase di crisi che stiamo attraversando impone un forte senso di realtà prima dell’affermazione di ciò che si vuole realizzare. L’on. Graziano ha risposto alle provocazioni affermando che è già in atto una transizione dal welfare state al welfare civile, che non implica l’abbandono della tutela dei diritti, ma un ruolo accresciuto della società rispetto alla pubblica amministrazione con l’effetto positivo della riduzione della pressione del sistema di welfare sulle finanze pubbliche e della creazione di un tessuto sociale più esteso. Ma urge un welfare State che, fondandosi sull’economia sociale, sulla cooperazione e sulla sussidiarietà, sia in grado di compensare gli squilibri che si sono aggravati negli ultimi anni, avvalorando il concetto di sussidiarietà.

Il messaggio del Ministro ai giovani della scuola
Il Ministro della Salute prof avv. Renato Balduzzi, non ha potuto partecipare a causa degli impegni che si sono protratti a Roma per lo svolgimento del Consiglio dei Ministri, ma ha voluto far sentire la sua presenza con una lettera: “… Sono lieto e onorato di constatare come questo percorso formativo dia fondamento alla speranza che le parole dono, gratuità, centralità della persona, possano divenire fattore di competitività ed innovazione economica e che possano guidare gli imprenditori di domani a creare un nuovo modello di sviluppo e di impresa. Dobbiamo cogliere l’attuale contesto come opportunità per il rinnovamento per costruire una civiltà solidale, per rinnovare nei servizi lo spirito del dialogo che si radica nella abnegazione , nella capacità di ascolto e nella presa in carico. Auspico pertanto per noi tutti, ovunque siamo chiamati ad operare, un lavoro professionale, civile, politico capace di coniugare il necessario realismo con ‘attenzione e il rispetto alla persona.”

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