Manifesto del Gruppo Locale per la Sostenibilità in PUGLIA – NeXt

<< … Il mercato è fatto di domanda ed offerta e noi siamo la domanda.  Il mondo cambia se cambia l’impresa, e se ci rendiamo conto che il mercato siamo noi. Se la cultura e le pratiche dell’economia civile, del voto col portafoglio e dell’economia dal basso diventano contagiose e virali e fanno massa critica, il mondo è già cambiato.
Bisogna partire da quello che già esiste nel territorio, informando e condividendo informazioni ed esperienze e parlando un linguaggio comune per comunicare le azioni sostenibili realizzate nel territorio… >> (tratto da: Proposta per i Gruppi Locale per la Sostenibilità – NeXt)

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Chi siamo:
Il GLS – Gruppo Locale per la Sostenibilità in Puglia è una rete nata con lo scopo di condividere le esperienze, fare una analisi dei bisogni e mappare le imprese sostenibili del territorio, per dare supporto a iniziative di economia nuova, civile, sostenibile. Solo dopo aver creato una rete stabile nel territorio, avremo la forza di fare pressione verso le istituzioni, per raggiungere soluzioni e obiettivi comuni.
Un primo passo sarà fare un incontro pubblico tra imprese partecipanti e i cittadini, accompagnati dalle realtà associative partecipanti e dagli studenti coinvolti nei percorsi laboratoriali NeXt/Amec, per stimolare un dibattito sulle ricadute sociali e ambientali delle azioni economiche realizzate nel territorio e co-progettare nuove idee per lo sviluppo sostenibile locale.
Ma cosa è per noi l’economia sostenibile? Quali prodotti o servizi possono essere definiti tali? Quale fine si pone?
• soddisfare i bisogni umani primari;
• favorire una buona qualità della vita mediante standard di vita adeguati;
• giungere a una più equa distribuzione delle risorse tra ricchi e poveri;
• agire con riguardo alle generazioni future;
• tenere presente l’impatto ‘dalla culla alla tomba’ di ogni prodotto o servizio utilizzato;
• minimizzare l’uso delle risorse, i rifiuti e l’inquinamento.

Cosa è mancato fino ad oggi:
1) INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE: con la conoscenza si può fare economia. C’è bisogno di fare cultura per difendere l’ecosistema. CAMBIO DEGLI STILI DI VITA: Servono iniziative di sensibilizzazione e diffusione comportamenti responsabili per convincere le persone a cambiare l’agire economico e sociale. Serve DIFFONDERE LA CULTURA D’IMPRESA eticamente connotata e l’auto-imprenditorialità. Bisogna pensare al lavoro in modo non convenzionale. Investire sulla piccola e media impresa e riconvertire le grandi produzioni obsolete puntando all’innovazione, come su progetti di bio-edilizia e nuovi materiali… rispettando sia il cliente finale che il dipendente impegnato nei processi di produzione. Sensibilizzare sul tema dell’agricoltura civile, lo Spreco alimentare, di acqua, del vestiario. E’ necessario far comprendere che la riduzione dell’impatto ambientale si associa ad un miglioramento del benessere individuale.

2) APERTURA AL CONFRONTO: Serve coinvolgere reti nazionali di sostenibilità, per far crescere la città di Taranto confrontandosi con altre città. E’ mancata la comunicazione, non riusciamo a incontrarci per confrontarci e trovare un linguaggio comune, per questo non riusciamo a centrare l’obiettivo finale; sarebbe utile conoscerci per capire le declinazioni di ognuno e puntare insieme verso un obiettivo. Molte realtà produttive e associative operano sul territorio con fatica e hanno bisogno di uscire dall’isolamento, di imparare a comunicare i risultati delle proprie azioni sul territorio, spesso sono l’unica risposta ad alcuni bisogni che il sistema sociale e sanitario non riesce ad intercettare.

3) COOPERAZIONE: creare reti di cooperazione per connettere le imprese sostenibili (o qualora già connesse rafforzare il legame con il territorio). Abbiamo difficoltà a stabilire e curare beni relazionali, poiché manca la fiducia e la disponibilità a rischiare ferite dopo le tante esperienze di fallimento. Bisogna ricostruire il capitale sociale. Lavorare come monadi non consente di raggiungere gli stessi risultati che in breve tempo possono ottenere le reti, i GAL e le filiere. Serve diffondere la cultura dello scambio di beni e servizi per non essere schiacciati dalla grande industria. Sviluppare così la “Cultura delle reti d’Impresa”.

4) CULTURA DEL TURISMO RESPONSABILE e ACCESSIBILE, bisogna riconvertire l’economia turistica dello sfruttamento stagionale del turista, diffondere la cultura dell’accoglienza attraverso la formazione professionale per valorizzare il territorio. Bisogna contrastare l’illegalità diffusa anche per ignoranza sulle normative, collaborare tra operatori dei vari settori per offrire un prodotto culturale di qualità, promuovendo il patrimonio artistico e archeologico, l’artigianato e le eccellenze. Ristorazione responsabile, accessibilità legata ai nuovi bisogni alimentari e stili di vita.

5) SERVONO INFRASTRUTTURE che consentano alle aziende di lavorare in modo idoneo, spesso manca la fognatura, una linea elettrica adeguata alle necessità produttive, l’acqua, il gas. Bisogna intervenire sulla rete dei trasporti, Taranto e molte città della Puglia sono isolate rispetto al resto del Paese.

6) RIVITALIZZARE IL CONFRONTO TRA CITTADINI E ISTITUZIONI: Ci sono dei forti conflitti in questa città, i cittadini e gli studenti li percepiscono, li vivono. I tavoli istituzionali sono spesso monopolio di attori già visti, in attesa che arrivino i finanziamenti da distribuire, senza alcuna condivisione di strategie territoriali. Serve riattivare processi virtuosi in cui istituzioni e imprese si confrontino con i cittadini sul futuro dei territori, in un’ottica a lungo termine. La politica deve cedere un po’ di potere ai cittadini elle associazioni cercando obiettivi comuni su cui lavorare. Passare dalla conflittualità ad una mediazione dei rapporti, alla partecipazione

7) SEMPLIFICARE L’ACCESSO AL CREDITO: un grande ostacolo è spesso rappresentato dai rapporti con le Banche e gli enti finanziatori. Questo è un elemento fondamentale per riattivare l’economia: va valutato in funzione del progetto e non del patrimonio e le garanzie personali del soggetto proponente. Rivedere la funzione delle Banche nello sviluppo. E’ necessario anche per evitare il conflitto tra banche e imprese.

8) GOVERNANCE E RIAPPROPRIAZIONE DEI BENI COMUNI: Mancano sedi in cui incontrarsi, una casa comune fisica; anche per questo fino ad oggi abbiamo comunicato prevalentemente in luoghi virtuali o chiusi nell’emergenza delle attività proprie. Bisogna puntare al recupero di spazi verdi, dei Centri storici e degli stabili in abbandono per rivitalizzare i borghi e le periferie. C’è spesso una guerra tra quartieri o tra rioni, mentre si potrebbe mutuare esperienze di Patti di collaborazione. Serve mettere in connessione competenze in campo architettonico, ingegneristico, ambientale e giuridico. TUTELA DEGLI ECOSISTEMI e della SALUTE : Creare consapevolezza per allargare la visione, dall’ ilva verso il clima, inceneritori, pesticidi, xilella.. Serve una politica di rigenerazione della terra, una maggiore attenzione a come vengono programmate e gestite la differenziazione e raccolta dei rifiutI. La Puglia è una delle Regioni che differenzia e ricicla di meno con gravi ricadute sui territori che dispongono delle discariche, spesso già colme e mal gestite, e nonostante tutto ampliate per rispondere all’emergenza periodica. L’efficientamento energetico degli edifici, deve divenire una priorità nelle iniziative di sostenibilità ambientale a livello urbano. Sia la mobilità sostenibile che la ricerca di azioni di responsabilità quotidiane da condividere, possono rendere la lotta alle polveri sottili e all’inquinamento un impegno comune.

9) PROMUOVERE LE MAESTRANZE e RECUPERO DI SAPERI legati all’artigianato locale per valorizzare le peculiarità dei territori, puntando su risorse culturali non dislocabili, come ad esempio l’uso di piante autoctone per la realizzazione di pigmenti, la rivalutazione dei mestieri e delle risorse del MARE: dare supporto alle attività di pesca e miticoltura, fortemente influenzate dagli eventi inquinanti e dalla mancata informazione, serve fare sistema, anche attraverso il turismo mirato all’osservazione e tutela delle risorse marine. PROMUOVERE L’ACQUISTO RESPONSABILE: promozione di artigianato locale, alimentare, tessile… in una logica di collaborazione.

10) INTEGRAZIONE DELLE CATEGORIE DEBOLI: Bisogna promuovere il comportamento pro-sociale, per abbattere le barriere culturali prima che architettoniche. Serve ridare dignità a chi vive in situazioni di fragilità, disagio, isolamento e povertà ripensando i rapporti di quartiere e le relazioni tra servizi delle ASL e Operatori privati del settore in un’ottica di collaborazione. INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI e: Gli sbarchi quotidiani sulle coste pugliesi ci hanno catapultato in una realtà a cui non eravamo e non siamo preparati, Serve una strategia di coordinamento che renda i cittadini e le associazioni protagoniste di un processo di accoglienza inevitabile. La ‘reclusione’ prolungata nei centri di prima accoglienza pone in grave difficoltà chi arriva con l’esigenza di lavorare e inviare il denaro guadagnato nel paese d’origine. Bisognerebbe coniugare l’emergenza abitativa e di recupero delle strutture, formando sul campo le competenze e parallelamente proporre attività di apprendimento della lingua locale e di competenze trasversali. Solo così potremo pensare di dialogare e farci riconoscere come una comunità accogliente.

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